Conciliazione vita-lavoro e parità di genere: il dialogo sociale al centro del seminario SD4EU in Irlanda

Il 19 novembre 2025 si è svolto presso la Technological University of the Shannon (TUS) il seminario “Social Dialogue for Work–Life Balance”, organizzato da EQUAL Ireland nell’ambito del progetto europeo SD4EU – Social Dialogue for a Union of Equality, coordinato da Confprofessioni. L’evento ha riunito parti sociali, professionisti, accademici, studenti e stakeholder per riflettere sul ruolo delle politiche di conciliazione vita-lavoro nella promozione della parità di genere nei mercati del lavoro europei.

Il seminario rientra nelle attività di capacity building di SD4EU, progetto che mira a rafforzare il ruolo del dialogo sociale in tre ambiti chiave: parità retributiva, protezione sociale e conciliazione, contribuendo allo sviluppo di politiche del lavoro e del welfare più inclusive e sensibili alla dimensione di genere.

Perché la conciliazione è centrale per la parità di genere

Gli interventi introduttivi hanno evidenziato come la conciliazione vita-lavoro non sia una questione marginale, ma un fattore strutturale che incide sulla partecipazione delle donne al mercato del lavoro e sulle opportunità di carriera. Le persistenti disuguaglianze nella distribuzione del lavoro di cura non retribuito continuano a limitare l’accesso all’occupazione a tempo pieno, alle posizioni decisionali e alla sicurezza economica di lungo periodo, rendendo la conciliazione un pilastro fondamentale delle politiche per la parità di genere.

Nel corso del seminario sono state richiamate le principali criticità individuate dal lavoro del Work–Life Balance Committee all’interno del progetto SD4EU. Tra queste figurano la limitata fruizione dei congedi di paternità, la retribuzione inadeguata dei congedi di cura, la carenza di servizi per l’infanzia e per l’assistenza agli anziani, nonché l’esclusione dei lavoratori autonomi e non standard da molte misure di conciliazione.

Evidenze e vissuti a supporto del dialogo

Un contributo significativo è arrivato dalla ricerca presentata da Ruta Graham, dedicata all’impatto delle responsabilità di cura sull’occupazione dei genitori, in particolare di quelli con figli con disabilità. L’analisi ha mostrato come la mancanza di flessibilità organizzativa, l’accesso limitato a servizi adeguati e criteri rigidi per i sostegni pubblici possano spingere molti genitori — soprattutto donne — a ridurre l’orario di lavoro o ad abbandonare il mercato del lavoro. La ricerca ha inoltre sottolineato l’importanza di ambienti di lavoro inclusivi e di un coordinamento più efficace tra imprese e istituzioni pubbliche per sostenere la permanenza lavorativa dei caregiver.

I gruppi di discussione: dalle esperienze alle priorità comuni

Elemento centrale del seminario è stato il lavoro dei gruppi di discussione tematici, che hanno affrontato temi quali flessibilità lavorativa, cura nella comunità, leadership, inclusione e partenariato sociale nelle imprese. Pur partendo da esperienze diverse, i gruppi hanno condiviso un messaggio comune: le politiche di conciliazione non possono basarsi su un approccio “one size fits all”.

È emersa con forza la necessità di soluzioni flessibili e di sostegno che tengano conto delle diverse responsabilità di cura lungo l’arco della vita, dalla genitorialità all’assistenza agli anziani. I partecipanti hanno inoltre evidenziato la differenza tra uguaglianza ed equità, sottolineando che trattare tutti allo stesso modo non garantisce risultati equi quando i carichi di cura sono distribuiti in modo diseguale. Leadership, fiducia, empatia e comunicazione trasparente sono stati indicati come fattori chiave per rendere efficaci le misure di conciliazione nei contesti lavorativi.

Il ruolo delle parti sociali e del dialogo

Nel corso del seminario è emerso con chiarezza che il dialogo sociale rappresenta lo strumento fondamentale per trasformare esperienze individuali e bisogni concreti in raccomandazioni di policy. Un dialogo strutturato tra parti sociali, istituzioni e comunità è essenziale per progettare politiche di conciliazione inclusive, sensibili al genere e capaci di adattarsi alle trasformazioni del mercato del lavoro. Ciò include l’estensione delle tutele ai lavoratori autonomi e atipici, l’investimento in servizi di cura accessibili e il riconoscimento del lavoro di cura non retribuito nei processi decisionali.

Un contributo agli obiettivi di SD4EU

Il seminario ha confermato il valore aggiunto dell’approccio SD4EU, che integra ricerca, dialogo tra stakeholder e capacity building per supportare le parti sociali nello sviluppo di raccomandazioni concrete. Collocando la conciliazione all’intersezione tra parità di genere, protezione sociale e qualità del lavoro, SD4EU contribuisce a rafforzare il dialogo sociale come pilastro di una Unione dell’Uguaglianza, in linea con le attuali e future priorità delle politiche europee.